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Stampante 3D: cosa stampare? Risponde Hi-Storia con monumenti e opere d’arte

Stampante 3D: cosa stampare? Risponde Hi-Storia con monumenti e opere d'arte

Scritto da Genny Di Filippo

- 4 Dicembre 2017

Stampante 3D: cosa stampare? La risposta più innovativa arriva dalla start-up abruzzese Hi-Storia presente anche all’ultima edizione della Make Faire di Roma.

Se avete avuto l’occasione di vedere dal vivo una stampante 3D e vi siete chiesti cosa stampare la risposta arriva da Hi-Storia, la start-up abruzzese che unisce la tecnica della stampa tridimensionale alla cultura, l’insegnamento e la didattica.

Creata da Emanuela Amadio, storica dell’arte e della fotografia, e Stefano Colarelli, sviluppatore informatico, Hi-Storia è la prova che la stampante 3D non ha limite.

Il progetto, infatti, si pone l’obiettivo di diffondere e far conoscere monumenti e opere d’arte del panorama culturale italiano attraverso la riproduzione di fedeli modellini, stampati proprio con la tecnica della stampa 3D.

Presente all’edizione 2017 della Make Faire Rome, Hi-Storia ha portato all’evento il lavoro di 4 anni, dagli esordi del 2013 quando nacque l’idea di valorizzare il patrimonio culturale abruzzese, fino ad oggi, il 2017, dopo aver realizzato numerosi lavori tra cui un’audioguida per non vedenti che racconta uno dei tesori della regione verde d’Europa, il Parco Nazionale del Gran Sasso.

Un’esempio di quello che può fare Hi-Storia? Basta guardare la foto in copertina scattata da Samuele Ercolanelli in occasione di Kidsbit 2017: ragazzi e ragazze a “tu per tu” con il Duomo di San Flaviano a Giulianova, in provincia di Teramo.

Come utilizza la stampante 3D Hi-Storia?

Per Hi-Storia la stampante 3D è un oggetto dalle alte potenzialità con il quale diffondere cultura e lavorare attivamente alla condivisione della conoscenza tra i ragazzi.

Ecco che alla domanda cosa stampare con la stampante 3D la risposta va oltre il singolo modellino o rappresentazione del monumento stesso, perché la stampante 3D di Emanuela e Stefano restituisce non solo l’oggetto in sé, ma una vera e propria filosofia del sapere, inclusiva e aperta a tutti.

Negli ultimi mesi i due fondatori sono stati impegnati con quasi 200 docenti che lavorano in tutta Italia, implementando così una serie di idee e progetti futuri che riguarderanno ancora una volta le scuole grazie ad un bando del Miur.

Inoltre numerosi rapporti sono stati stretti con altre associazioni presenti sulla penisola, come il FabLab Roma Makers, l’Associazione On di Perugia e il FabLab MakeinBO di Bologna.

A chi si rivolge il progetto Hi-Storia?

Hi-Storia e il progetto di valorizzazione del patrimonio culturale mediante la tecnica della stampa 3D coinvolge le scuole, i docenti e naturalmente i ragazzi che hanno la possibilità di toccare con mano dispositivi creati appositamente da loro e per loro.

In questi anni di attività, infatti, Emanuela e Stefano hanno lavorato affinché nascesse una vera e propria rete di scuole, presenti in modo particolare nelle zone del Centro e del Sud Italia. E proprio in queste scuole hanno preso il via i laboratori grazie ai quali gli studenti hanno partecipato attivamente alla creazione di un modellino rappresentativo di un’opera d’arte utilizzando la stampante 3D.

Per fare questo i giovanissimi si sono confrontati con materie meno tradizionali e dall’alto contenuto tecnologico, come la modellazione 3D, la tecnica di stampa, le operazioni più tecniche e di montaggio, la conoscenza della strumentazione hardware e così via.

Un nuovo modo di studiare, immersivo e totalmente oper source, che le scuole possono inserire all’interno dei propri piani formativi contattando Hi-Storia e suoi fondatori, Emanuela Amadio e Stefano Colarelli, disponibili ad avviare nuovi laboratori didattici ma anche a condividere informazioni con il corpo docente attraverso incontri, training e formazione.

Il futuro: cosa stamperà la stampante 3D di Hi-Storia?

Il futuro di casa Hi-Storia è stimolante e ricco di idee: cosa stamperà allora la stampante 3D della start-up abruzzese? Nuova storia, cultura e sapere, non solo d’Abruzzo ma anche di tantissime altre città italiane e non solo.

Attualmente, inoltre, Emanuela e Stafano sono impegnati nello sviluppo di una vera e propria piattaforma rivolta a docenti, makers e professionisti del settore culturale.

In un futuro prossimo l’idea è non solo quella di esportare il progetto all’estero, ma soprattutto di allargare la rete degli operatori di Hi-Storia per far crescere il progetto e contribuire così allo sviluppo economico, sociale e culturale dell’Italia e magari anche dei paesi oltre confine.

Una rete di veri e propri professionisti, come si immaginano i fondatori di Hi-Storia tra dieci anni, capaci di apportare ricchezza al nostro paese attraverso la valorizzazione di ciò che più lo contraddistingue: la cultura, le opere d’arte, la storia.

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