Scandalo Galaxy Note 7: Samsung sceglie le maniere forti

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Samsung Galaxy Note 7

Gli ultimi mesi sono stati un vero e proprio inferno per Samsung, la colpa è chiaramente di Galaxy Note 7. Per i pochi che non conoscessero la storia di questo sfortunato phablet, Galaxy Note 7 ha avuto gravi problemi riguardanti la batteria che hanno causato in più occasioni esplosioni accidentali. Un pericolo vero e proprio, tanto che la casa tecnologica sudcoreana non ha potuto ignorare l’emergenza e ha diffidato gli utenti dal continuare a utilizzare il dispositivo. La produzione è stata, ovviamente, sospesa prontamente e Samsung ha provveduto alla rimozione dal mercato del maggior numero possibile di dispositivi, fornendo un kit speciale comprensivo di guanti. Il pericolo è reale, ma alcuni non intendono mollare il proprio smartphone nonostante gli incentivi proposti dall’azienda. Samsung, alle strette, non può permettersi di lasciare piccole bombe in circolazione, allora ha preso una misura ancora più radicale. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Galaxy Note 7: la storia infinita

Samsung le ha provate tutte per far capire ai clienti quanto sia concreto il pericolo, alcuni però non vogliono proprio privarsi del dispositivo, forse perché lo considerano oggetto che presto potrebbe avere un valore elevato per collezionisti e appassionati. Tuttavia, il gigante sudcoreano non può lasciare niente al caso e adotta misure ancora più restrittive.

Già troppa è la pubblicità negativa dovuta ai phablet esplosivi, l’azienda asiatica vuole lasciarsi il fattaccio alle spalle e adotta misure speciali in Australia. Samsung è in contatto con gli operatori telefonici locali per convincere gli ultimi utenti a restituire il proprio telefono, dal 15 dicembre non sarà infatti possibile utilizzarlo per svolgere le principali funzioni.

Niente connessione dati, niente sms, niente telefonate, insomma, il Galaxy Note 7 consente solo la navigazione in wi-fi e poco più. L’ultimo aggiornamento software ha limitato la carica della batteria, ma questa misura non basta a risolvere completamente la situazione. Samsung ha pagato caro questo fattaccio, oltre alla cattiva pubblicità c’è infatti da tenere conto dei costi collegati alla rimozione del dispositivo dal mercato.

Il gigante sudcoreano sta comunque assorbendo il colpo e intende guardare al futuro. Che ne pensate del caso Galaxy Note 7? Samsung ha adottato le giuste misure?

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