Blackberry marca il proprio impegno per la sicurezza e la privacy dei clienti

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Blackberry, con un chiarimento ufficiale, ribadisce ancora una volta il proprio impegno per la sicurezza e la privacy sei suoi clienti

Il 2016 sta quasi per salutarci e così in molti tirano le somme dalle cose positive e quelle negative che sono accadute durante l’anno. BlackBerry, in particolare, ha pensato bene di chiarire alcuni punti fondamentali per non lasciare pieni di dubbi i suoi clienti. In particolare, l’azienda si preoccupa di spiegare agli utenti tutto quello che sta accadendo con l’hardware, le voci dei server BBM trasferiti in Indonesia e tutte le faccende che hanno creato, negli ultimi tempi, parecchie polemiche. Un chiarimento ci arriva, in ultima istanza dal Chief Security Officer di BlackBerry, David Kleidermacher, che ha sottolineato, ancora una volta, l’impegno di BlackBerry per la sicurezza e la privacy dei clienti.

In un lungo post, Kleidermacher, spiega tutto quello che BlackBerry ha fatto durante l’anno per sostenere i loro sforzi di sicurezza e privacy. Nell’intervento pubblicato in via ufficiale, BlackBerry sottolinea in maniera marcato l’impegno, serio e costante, per arrivare ad avere più di 80 certificazioni di sicurezza, governative e NATO, la convalida FIPS, certificazioni CAPS e molto altro ancora.

C’è un diniego chiaro e netto, relativo all’uso dei backdoor, nei prodotti dell’azienda e dei relativi server. I dirigenti dichiarano anche che per garantire la sicurezza dei clienti, non hanno esitato ad andare contro il governo del Pakistan, che l’anno scorso ha espressamente chiesto il libero accesso ai loro server. Hanno sempre sottolineato la loro disponibilità a chiarire ogni tipo di dubbio, rispondendo i media su qualsiasi cosa. In un passo del comunicato ufficiale si legge:
“BlackBerry riconosce le minacce per la privacy degli utenti e si impegna alla libertà di espressione e l’uso della crittografia come uno mezzo per aiutare gli utenti a realizzare questa libertà. Stiamo applicando il nostro impegno alla privacy e la competenza per garantire la sicurezza degli utenti negli oggetti collegati, tra cui auto a guida autonoma collegate, dispositivi medici wireless e molto altro ancora. A differenza di molte altre aziende della Silicon Valley, non abbiamo mai – né potremo mai – monetizzare la tratta di informazioni personali dei nostri clienti.”

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