11 Novembre 2017

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Referendum, siti per il si e il no nel mirino degli hacker

Referendum, siti per il si e il no nel mirino degli hacker

Scritto da Redazione

- 29 Novembre 2016

Sotto attacco i portali creati per il 4 dicembre

Hacker e attacchi informatici ai siti di propaganda per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre: trema la politica italiana. Operazione anti-terrorismo informatico della polizia postale: scoperti, smascherati e bloccati due attacchi pirata contro strutture del governo centrale per sabotare la campagna referendaria. L’hashtag degli hacker era #ops_italybedemocratic. Due i sospettati finiti nella rete delle divise: si tratta di due noti cracker già segnalati nella rete dell’hacktivismo italiano, oggi inchiodati come responsabili del movimento di cyber protesta #ops_italybedemocratic.

I denunciati

In due sono stati denunciati a piede libero con le accuse di accesso abusivo e danneggiamento a sistemi informatici. Si tratta di un hacker di 43 anni originario di Brescia, proprietario di un’impresa di vendita di materiale informatico e di un cracker di 41 anni di Bari, noto nell’ambiente cibernetico come candyman.sh. Entrambi sono guru di internet, hanno precedenti alle spalle e gravitano nell’orbita di candyshophkteam, del movimento hacktivista anonymous. Perquisizioni sono state effettuate dalla Polposta di Bari e Brescia nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro dei due. L’indagine è stata condotta dal sostituto procuratore di Roma Eugenio Albamonte, dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche del servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

La cyberprotesta

I due pirati informativi stavano organizzando un’azione dimostrativa per sabotare i siti governativi di informazione sul referendum costituzionale e avevano invitati altri hacker ad unirsi alla cyber-protesta. I denunciati, conferma la polizia postale, volevano anche attaccare in maniera diretta i portali che si occupano del si e del no oscurandoli. Nel comunicato diffuso dai pirati, in inglese, si legge: "Vogliamo vedere la reazione del governo italiano. In questa prima fase, vogliamo dimostrare quanto vulnerabili siano le infrastrutture del governo italiano con un enorme errore tecnico, ma sappiamo di più di quello che abbiamo postato qui".

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