23 Ottobre 2017

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No, la NASA non cerca un difensore della Terra dagli alieni cattivi

No, la NASA non cerca un difensore della Terra dagli alieni cattivi

Scritto da Giulia Adonopoulos

- 3 Agosto 2017

La NASA cerca un Man in Black per proteggere la Terra da eventuali invasioni aliene? La realtà è un po’ diversa...

Perché internet deve sempre mettere in mezzo gli alieni?

L’ultimo plateale esempio è recente e riguarda l’annuncio di lavoro pubblicato dalla NASA. Si cerca un addetto alla Protezione Planetaria full-time per 3 anni e la retribuzione annuale va dai 124mila ai 187mila dollari. I giornali non si sono fatti sfuggire la ghiotta occasione per mettere in mezzo gli extraterrestri, così i titoli di molte testate hanno subito parlato di Men in Black per difendere la Terra dagli alieni, suggerendo che il compito assegnato dalla NASA a questo funzionario sarà di proteggere il nostro pianeta da un’eventuale invasione aliena.

Di base ciò è vero, ma bisogna andare un po’ oltre. Come si legge nell’offerta di lavoro della NASA, “la protezione planetaria ha il compito di evitare la contaminazione organico-costituente e biologica durante le esplorazioni spaziali umane e robotiche. Le politiche della NASA sulla protezione planetaria sono applicate a tutte le missioni spaziali con ritorno sulla Terra che possano intenzionalmente o involontariamente trasportare organismi terrestri e materiali organici sui pianeti o su corpi del sistema solare”.

In sostanza una delle maggiori responsabilità della Protezione Planetaria è quella di aiutare la NASA a proteggere il sistema solare e qualsiasi tipo di vita eventuale o esistente nello spazio interstellare da noi stessi.

Le navi spaziali dirette nel sistema solare devono essere il più possibile pulite, asettiche e incontaminate, il che significa che la NASA si deve assicurare che i milioni di microbi terrestri non contaminino anche le macchine che inviamo nello spazio.
Non vogliamo trasportare i nostri microbi terrestri ad altri pianeti, rischiando di contaminarli e danneggiare qualsiasi forma di vita possa esserci. Inoltre c’è bisogno di qualcuno che si accerti anche che non introduciamo altri microbi che potrebbero prosperare su un altro pianeta.

Anche la sonda spaziale Cassini, che ha esplorato Saturno per 20 anni e si avvia verso il gran finale con l’ultimo tuffo tra gli anelli, verrà distrutta per non contaminare le lune di Saturno che potrebbero avere condizioni adatte alla vita.

Nel caso in cui riuscissimo a riportare materiale da un altro mondo come la luna o Marte, l’ufficiale di Protezione Planetaria dovrà pensare a un altro piano d’azione per i microbi alieni dalla Terra, ma al momento è un’ipotesi da non prendere in considerazione.

Per cui, se stavate pensando a candidarvi per la posizione aperta vedendovi già nei panni di Will Smith o Jeff Goldblum, ripensateci. Avreste a che fare con germi e batteri, non con mostri alieni telepatici.

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