Netflix: usa un algoritmo per comprare spettacoli, documentari e serie Tv

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Netflix si servirebbe esclusivamente di un algoritmo per stabilire il valore di una produzione di terze parti: è quanto rivelato da un regista indipendente.

A quanto pare, Netflix, il colosso dello streaming internazionale, non mostrerà grazie alla sua piattaforma unicamente produzioni autoctone, ma anche serie TV, documentari e film di terze parti. Ormai sono anni che esiste e gli utenti non possono fare a meno di chiedersi quali sono i criteri che l’azienda impiega, per stabilire quali programmi, serie e spettacolo acquistare o rifiutare. Secondo un film-maker indipendente, che è, di recente, entrato nel mondo dello streaming di Netflix, l’azienda decide tutti in esclusivamente basandosi su un algoritmo. Il nome di questo film maker? Craig Atkinson. Qualcuno sicuramente avrà già sentito il suo nome: Craig, infatti, è un film maker specializzato in documentari.
Durante un’intervista rilasciata qualche settimana fa a Business Insider, il film maker si è lasciato andare ad indiscrezioni piuttosto sconcertato. Craig ha, secondo quanto affermato, negoziato qualche mese fa, l’acquisizione dei diritti per una produzione, relativa alla militarizzazione negli Stati Uniti. La cosa che lo ha sorpreso non poco, è venire a conoscenza del fatto che Netflix, avesse già programmato prezzi e accordi ancor prima di poter completamente valutare il materiale nel complesso.
I legali del documentarista, sottolineano che Netflix, determinerebbe la propria spesa, e quindi anche l’interesse verso produzione di terze parti, facendo leva solo ed esclusivamente su quanto stabilito dall’algoritmo. Sicuramente in tanti saranno delusi se le indiscrezioni rivelate dal film maker venissero confermate ufficialmente, magari con delle prove. Pensare che quello di cui possiamo godere attraverso questa piattaforma e selezionato da un algoritmo, di certo non è il massimo. Se è un algoritmo a stabilire quanto un film possa valere sul mercato, non c’è spazio per una trattativa. Nel suo caso, l’accordo con Netflix non è stato mai raggiunto, poiché Craig non ha mai voluto rinunciare al controllo creativo sulla pellicola.
Per il momento non possiamo che parlare al condizionale di quanto affermato dal documentarista e sperare che ci sia comunque una spiegazione logica, dietro le sue rivelazioni. Continueremo a seguire la vicenda, aspettando magari un chiarimento da parte del colosso di streaming mondiale che, sicuramente non ritarderà, a tutelare i suoi interessi con un comunicato ufficiale.

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