Hacker rubano dati sensibili di 130 mila marinai della Marina americana

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Hacker hanno rubato dati sensibili dalla banca dati della Marina americana. Non si sa ancora l’uso che ne è stato fatto. La US Navy sta indagando e promette aiuto ai dipendenti ai quali le informazioni sono state compromesse.

Gli hacker hanno fatto irruzione nella banca dati della US Navy e rubato le informazioni personali di oltre 130.000 marinai, tra cui numeri di previdenza sociale e nomi.

I marinai, colpiti dalla violazione messa in atto dagli hacker nel mese di ottobre, si sono visti rubare dati sensibili da parte di malintenzionati che hanno agito contro la Marina statunitense.

“La Marina prende questo incidente molto sul serio. Si tratta di una questione di fiducia per i nostri marinai”, ha riferito Robert Burkein, direttore del Naval Personnel Vice Admiral, in un comunicato.

Gli hacker informatici non son stati ancora riconosciuti e le loro identità restano ancora da scoprire.

Mediante la loro attività illecita, queste persone hanno avuto accesso a una serie di informazioni sensibili, compresi i nomi e i numeri di previdenza sociale di 134,386 marinai americani che hanno svolto o che, ad oggi, svolgono attività.

Il 27 ottobre, Hewlett Packard Enterprise Services, ha comunicato che la Marina ha subito questo importante e grave attacco hacker.

Burkein ha sottolineato che l’indagine sulla violazione delle informazioni riservate è ancora nella fase iniziale e che la stessa Marina americana sta “lavorando rapidamente per individuare e dare supporto alle persone colpite da questa violazione“.

Non è chiaro chi ci sia dietro l’hacking o come gli hacker abbiano, effettivamente, utilizzato le informazioni rubate.

In questa fase delle indagini – come sottolinea la stessa Marina americana – non ci sono prove che suggeriscono l’uso improprio delle informazioni che sono state sottratte al database in modo improprio“.

Spesso si assiste al furto di dati sensibili da persone che vogliono utilizzarli per scopi non sempre leciti.

Può capitare ai semplici cittadini, possessori di PC, fino alle grandi organizzazioni e istituzioni che devono ricorrere ai ripari, al fine di evitare ulteriori attacchi.

Per fare ciò, quindi, bisogna innalzare i livelli di sicurezza dei propri sistemi – ma anche per tutelare i dati sensibili rubati e che appartengono a dipendenti o funzionari che vanno tutelati.

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