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Motori di Ricerca: le Alternative Etiche a Google

Motori di Ricerca: le Alternative Etiche a Google

Scritto da Veronica Beco

- 2 Febbraio 2018

Tra i tanti motori di ricerca che cercano di ritagliarsi la propria nicchia di mercato e proporsi come alternativi a Google, ce ne sono alcuni che puntano su iniziative eco-sostenibili interessanti: Ecosia e Good Search

Google è il motore di ricerca che domina il mercato in quasi tutto il mondo, ma ci sono degli sviluppatori che hanno cercato di proporre alternative per scalzarne il primato.
Questi hanno puntato su alcuni aspetti presi poco in considerazione da Google, così da fare leva sulla sensibilità degli utenti a determinati temi.

I motori di ricerca alternativi più noti sono sicuramente quelli che puntano a una maggiore tutela della privacy, come abbiamo visto nell’articolo dedicato ai motori di ricerca DuckDuckGo e Qwant..

Ve ne sono altri però che, più dell’attenzione al rispetto dei dati privati, hanno deciso di interessarsi alla sostenibilità ambientale o alla promozione di cause eticamente valide: scopriamo allora più da vicino Ecosia e Good Search.

Ecosia, il primo motore di ricerca ecologico

Ecosia viene lanciato nel 2009 in Germania da Christian Kroll, in partnership con Bing, Yahoo e il Wwf tedesco, presentandosi come il primo e unico motore di ricerca che pianta alberi. Ecosia afferma infatti di donare circa l’80% dei proprio incassi, provenienti principalmente dalla pubblicità online, a programmi dedicati alla riforestazione in aree critiche.

Inizialmente, Ecosia ha collaborato con The Nature Conservancy per il riforestamento dell’area amazzonica, in particolare della foresta atlantica in Brasile. Ha poi lavorato con WeForest per un programma di sovvenzioni dedicate alla riforestazione in Burkina Faso, Peru e Madagascar.

Come funziona Ecosia, dunque, per noi utenti?

Semplice: basta collegarsi al sito Ecosia e scaricare l’estensione per Chrome, impostando Ecosia stessa come motore predefinito. A quel punto, potremo continuare in tranquillità ad effettuare le nostre ricerche online. Il nostro utilizzo assicurerà il valore degli spazi pubblicitari nel motore di ricerca, esattamente come succede per Google, ma sapremo che buona parte di quei proventi saranno utilizzati per piantare alberi.

L’azienda ha sposato inoltre la causa green in tutti i suoi aspetti, compreso l’assicurare un ambiente di lavoro ecosostenibile. I suoi uffici di Berlino, le infrastrutture e i server, sono gestiti con tecnologie moderne che tendono a limitare il più possibile l’impatto sull’ambiente.
La società ha infatti ottenuto la certificazione B-Corporation riservata alle aziende che rispettano alti standard di sostenibilità ambientale.

Goodsearch, il motore di ricerca che fa beneficenza

Goodsearch, recentemente ristrutturato in Goodshop, è un motore di ricerca nato negli Usa nel 2005 con lo scopo di utilizzare i propri introiti pubblicitari per finanziare cause benefiche. L’azienda infatti ha stretto partnership con migliaia di enti no profit e di beneficenza in tutto il mondo.

Anche in questo caso, dal sito Goodsearch è possibile scaricare l’estensione per Chrome, Mozilla Firefox, Safati e Internet Explorer. Possiamo inoltre registrare un nostro account all’interno del motore di ricerca, che ci consentirà di scegliere una causa benefica tra quelle presenti nel portale o di proporne una per noi meritevole di attenzione.

A quel punto, semplicemente navigando ed effettuando le nostre ricerche online, guadagneremo contribuiti che GoodSearch utilizzerà per donazioni a sostegno delle cause a noi care, di cui potremo avere traccia nella nostra area personale.

Inoltre, Goodsearch ha stipulato partnership con tutta una serie di shop online, compreso Amazon, per cui anche effettuando acquisti online negli shop affiliati potremo riservare una piccola percentuale di quanto spenderemo alla beneficenza. Per Amazon, si parla di una percentuale dell’1,5% di donazioni sul totale delle nostre spese.

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