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Motori di Ricerca: le alternative a Google

Motori di Ricerca: le alternative a Google

Scritto da Veronica Beco

- 2 Febbraio 2018

Google è senza dubbio il motore di ricerca più diffuso al mondo, tuttavia non è l’unico e sono in crescita alcune piattaforme alternative che puntano su una maggiore tuteladella privacy degli utenti.

Sappiamo bene che Google è il motore di ricerca più conosciuto e diffuso: in Europa le statistiche ci dicono che è utilizzato dal 95% degli utenti, in America dal 75%. Percentuali altissime dunque, che fanno sì che Google sia leader tra i motori di ricerca.

Eppure, non ovunque l’utilizzo è lo stesso e, soprattutto, Google non è comunque la sola piattaforma esistente. Si sono succeduti diversi tentativi, più o meno riusciti, di sviluppare motori di ricerca che rispettassero maggiormente la privacy degli utenti rispetto a Google, non tracciandone i dati e tentando quindi di proteggere la vita privata degli utenti online.
Il tema è, infatti, fortemente dibattuto e l’attenzione agli aspetti legati alla privacy online in forte crescita.

Dopo uno sguardo a quello che succede nel mondo, vediamo allora quali sono i motori di ricerca alternativi a Google più validi da questo punto di vista.

Rivali di Google nel Mondo


* Google domina il mondo delle ricerche: grafico di Net Market Share con le quote di mercato dei motori di ricerca a livello globale di Febbraio 2017

Data la particolare situazione geopolitica di alcune realtà, ci sono stati in cui l’utilizzo di Google è fortemente limitato e penalizzato a fronte di motori di ricerca propri.

Se in Asia in generale è ancora Google a farla da padrone, non è così in Cina dove Baidu è utilizzato da ben l’80% degli utenti (seguono anche i motori di ricerca Qihoo 360 e Soguo). Situazione simile in Corea, con Naver che si attesta al 70% di utilizzo degli utenti.

Ma ci sono esempi anche più vicini: la Russia ha sviluppato un proprio motore di ricerca e Yandex si divide con Google la quota di mercato nel paese: se Google raggiunge un 50% di utilizzo, Yandex lo segue a stretto giro con il 43% circa.

(fonti StatCounter GlobalStats)

DuckDuckGo per la difesa della privacy

DuckDuckGo è stato fondato nel 2006 dall’imprenditore americano Gabriel Weinberg e lanciato nel 2008, per poi subire un restyling e un aggiornamento completo nel 2014 con l’introduzione di nuove funzioni. E’ tra i primi motori di ricerca alternativi a puntare sulla tutela della privacy degli utenti.

La piattaforma afferma di non memorizzare gli indirizzi IP degli utenti, di utilizzare i cookie solo quando strettamente necessario, di evitare ogni tipo di tracciamento pubblicitario. Dichiarava infatti il suo fondatore:

"DuckDuckGo non raccoglie o condivide informazioni personali. Questa è la nostra politica sulla privacy in poche parole"

DuckDuckGo ha saputo ritagliarsi una sua nicchia di mercato e proprio a inizio 2018 ha rilasciato una versione App gratuita che permette di navigare con protezioni ancora maggiori.

Qwant, l’alternativa europea che protegge la privacy

Qwant nasce in Francia nel 2011 come motore di ricerca finanziato dall’Unione Europea, con l’intento di contrastare la forza di Google.

Viene ideato nel 2011 da Jean-Manuel Rozan e Eric Leandri, esperti rispettivamente di finanza e sistemi di sicurezza, per poi essere rilasciato prima in versione beta poi stabile nel 2013. Anche Qwant punta sulla tutela della privacy degli utenti, dichiarando di non utilizzare cookie o altri sistemi di tracciamento per la definizione dei profili degli utenti.

Nella sua informativa sulla protezione dei dati, Qwant dichiara:

"Non tentiamo di sapere chi sei o cosa fai quando utilizzi il nostro motore di ricerca. Nei casi in cui ci vediamo obbligati a raccogliere dati, ci asteniamo dal comunicarli o rivenderli a fini commerciali o di altra natura, ma li utilizziamo solo per fornirti i nostri servizi."

Nell’ottobre 2017, Qwant è stato rilasciato anche in Italia.

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