22 Maggio 2017

ILoveTech - Il magazine per tutti gli amanti della tecnologia

Hi-tech, le cinque tecnologie inutili del 2016 che non rivedremo più

Hi-tech, le cinque tecnologie inutili del 2016 che non rivedremo più

Scritto da Redazione

- 30 Dicembre 2016

Il mondo hi-tech vede un’innovazione esponenziale e molte delle novità diventano tecnologie inutili in poco tempo.

Il Mit Technology Review ha stilato la lista delle cinque tecnologie hi-tech inutili del 2016 e dentro ci si trova un po’ tutto: dal jack audio all’app Vine.

Difficilmente le rivedremo nel 2017 e per questo a Capodanno le potremo anche buttare giù dal balcone come buon augurio.

1 - Jack audio, caduti in disgrazia dopo la commercializzazione degli AirPods da parte di Apple, che per questo ha eliminato dall’iPhone 7 lo spinotto per cuffie e auricolari. Molti altri sviluppatori stanno copiando Cupertino e si ipotizza che durante il 2017 tutti i device di nuova progettazione – tra smartphone e tablet – abbandoneranno il jack per l’audio.

2 – Pebble, era un progetto su cui puntava molto il mondo dell’open-source, infatti era il primo esperimento di smartwatch a software aperto. Non sono bastati i dieci milioni di dollari raccolti in rete per il suo sviluppo nel 2013, non ha trovato un mercato disposto a investire su di esso e la mancanza di innovazione lo ha reso una tecnologia inutile e che nessuno vuole comprare.

3 - Google Project Ara, era un telefono modulare, uno smartphone in cui tutti i componenti potevano essere assemblati e aggiornati a piacimento dall’utente. Fotocamere diverse, schermi diversi e intercambiabili, sensori e altri pezzi venduti separatamente a seconda delle esigenze dell’utente. Il progetto di Google non è mai arrivato al mercato e da mesi la divisione che se ne occupava è stata destinata ad altri progetti.

4 - Google Porject Fiber, era la fibra ottica di Google che si sarebbe dovuta sviluppare in America per collegare anche quelle regioni non raggiunte dai segnali telefonici tradizionali o dalle linee ADSL. Purtroppo, anche in questo caso Mountain View ha fatto passo indietro.

5 – Vine, era l’app del boom post-Youtube, il Twitter dei video, con migliaia di influencer che sbizzarrivano la propria fantasia per concentrare in pochi secondi delle narrazioni. Poi, Instagram ha attivato la funzione per i video, è arrivato Boomerang, Facebook si è mangiato buona parte del mercato e Twitter è caduto in disgrazia. Il colpo di grazia lo ha assestato il successo di Snapchat, molti adolescenti lo hanno preferito a Vine, che da mesi è un amarcord per nostalgici.

Potrebbero interessarti