Apple nei guai: ennesima maxi multa in arrivo

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Apple crisi francia

Apple nell’ultimo decennio è diventata sinonimo di successo. Dal ritorno di Steve Jobs in poi, passando per il lancio di iPod, iPhone e iPad, Cupertino ha raccolto una lunga lista di soddisfazioni, dati di vendita sbalorditivi e una visione in grado di ridefinire mercato e futuro. Innovazioni che hanno fatto fare uno step in più alla tecnologia, un modello di marketing imitato da molti, ma c’è un rovescio della medaglia. I primi mesi del 2016 non sono stati affatto semplici, cattive notizie dalla borsa, una linea di prodotti che non è riuscita a convincere l’utenza, incertezze per quanto riguarda gli assets del futuro e grane a ripetizione. Una delle più fastidiose riguarda le politiche fiscali adottate in Irlanda, paese sul quale Apple ha puntato per poter ottenere un trattamento più conveniente. Cupertino è finita nel mirino della Commissione Europea e rischia una stangata senza precedenti. I guai non sono però finiti, scopriamo insieme cosa è successo.

Apple, abbiamo un problema

Bene, ma non benissimo: le vendite di iPhone 7 non hanno portato la boccata d’aria che si auguravano dalle parti di Cupertino, un dato figlio di scelte controverse. Dell’assenza del jack audio si è parlato (e scritto) fin troppo, quello che ha lasciato perplessi molti utenti è la poca voglia di innovare che ha trasmetto il nuovo prodotto. Linea estetica praticamente invariata, questo non è un dettaglio considerando che da sempre Apple è sinonimo di linee ricercate e cura nel design. I prodotti quindi non fanno gioire Apple, ma neppure le scelte aziendali si stanno rilevando producenti.

E’ l’ambito fiscale a preoccupare maggiormente in questi mesi, i guai con l’Europa, una multa da 318 milioni di euro pagata in Italia e non si vede ancora la luce, ora c’è in ballo pure il fisco francese. I transalpini hanno ravvisato illeciti tali da comminare una multa di 400 milioni di euro per tasse non pagate. Si ripete dunque quanto accaduto nel nostro paese, anche in questo caso il fisco ha ravvisato imposte non pagate.

L’illecito riguarda il periodo che va dal 2011 al 2013, dunque la multa potrebbe non essere la fine dell’incubo. Un fulmine a ciel sereno, visto che il fisco francese ha svolto le sue indagini a fari spenti.

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