La caduta degli Sms è ormai molto vicina ed inevitabile

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Dopo l’importante calo degli sms in America e in Europa durante il periodo natalizio, ormai è chiaro che per gli sms non c’è più spazio.

Il calo dei famosi short message, secondo gli analisti, è più veloce del previsto: in un solo anno si sono persi due milioni di messaggi. “Colpa” ovviamente di Twitter e delle nuove nuove app fenomeno come WhatsUp o Apple iMessage che permettono conversazioni ed invio di piccoli messaggi sfruttando la rete dati. La diffusione della rete mobile ovviamente ha spinto molti utenti ad utilizzare queste “strade” alternative (e gratuite per chi già utilizza un piano dati).

Il processo sembra talmente geometrico che qualcuno azzarda il medesimo crollo dello short message system di anno in anno nei diversi paesi del globo a seconda di quando il sistema è entrato in vigore. Così, se Finlandia oppure Hong Kong stanno già vedendo il tramonto dell’sms, negli USA, dove sono diventati popolari circa due anni dopo, si pensa che crolleranno definitivamente tra il 2012 e il 2013. E così via.

Ovviamente l’utilizzo delle app provoca forti reazioni su un argomento da sempre delicato: la privacy.

«In cambio del servizio le compagnie americane hanno accesso ai nostri dati, dall’e-mail al numero di telefono – dice Stefano Quintarelli, esperto di networking e fondatore nel 1994 del primo Internet provider italiano per il mercato business -. Sul mercato pubblicitario, ogni utente è un valore. La privacy? Le regole in Europa ci sono, ma dagli Stati Uniti è facile aggirarle. La conseguenza è un’industria che usa gli utenti come prodotto. Ci sono problemi anche per la concorrenza: le compagnie italiane, che rispettano la nostra normativa e non hanno grossi investimenti alle spalle, sono svantaggiate. E gli operatori telco, costretti dall’Antitrust a garantire la mobilità del cliente, si trovano a competere contro sistemi chiusi».

E voi, utilizzate ancora i “vecchi sms” o vi affidate alle app?

Fateci sapere cosa ne pensate.

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