Da sempre i paesi filo islamici guardano con estrema diffidenza alla tecnologia. Essa è ritenuta fonte di distrazione e potenziale peccato. E, ovviamente, la diffusione della tecnologia rende più difficile il controllo della popolazione da parte di paesi che, pur se formalmente si definiscono repubbliche, sono veri e propri regimi dittatoriali.
La Siria ha fatto un piccolo passo avanti; si è tenuta infatti in questo mese un’importante fiera delle tecnologie nei pressi della capitale Damasco, durante la quale sono stati presentati tutti gli ultimi modelli a marchio Iphone, Nokia, Samsung, Lg etc. Tutti rigorosamente standardizzati per il mercato Arabo (tastiera con i caratteri arabi, scrittura da destra verso sinistra etc.). Presente anche E.Hallak per la Blizzard, nota casa di videogames, altro mercato che in Siria ancora non ha avuto modo di esprimere il proprio potenziale .
“Un grosso limite è che la maggior parte delle software house non investono per garantire compatibilità dei propri prodotti su piattaforme con tastiere differenti, o con sistemi operativi leggermente modificati per venire incontro a esigenze culturali differenti”. “Da questo punto di vista, l’estremo oriente è molto più avanti rispetto al medio oriente”.
Una fiera molto interessante dunque, incentrata sulle tecnologie home, ma anche sulle novità in campo di energie rinnovabili, quale sole, eolico e recupero delle acque (tema molto importante nei paesi a più alto tasso di siccità. Anche questo in effetti è stato un piccolo miracolo, considerando la fortissima influenza che in queste aree hanno i gruppi produttori del petrolio, fortemente contrari a qualsiasi tipo di innovazione che possa minacciare il loro business.
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