Basta alla pirateria video. Nec garantisce la fine del peer to peer.

  Internet

Chi di voi non ha mai visto, scaricato, condiviso un mp3, un video, un film intero?

Ormai la pirateria informatica, per quanto sia percepita come un reato, fa parte della vita di oltre l’85% degli internauti, ovviamente con le dovute differenziazioni. Se ci pensiamo, lo stesso YouTube è un portale pieno zeppo di pirateria. Tutti gli stralci di video tratti dalla televisione, infatti, sono ospitati senza alcun diritto, in totale violazione delle norme di copyright internazionale (e ci si chiede spesso: come mai nessuno fa nulla ? )

Finora tutti i tentativi di arginare questo tipo di fenomeni hanno miseramente fallito. Nessun filtro, nessun software, nessuna legge è in grado di fermare la libertà di Internet. O forse no?

Il “dubbio” ce lo mette NEC, la quale ha dichiarato di aver ideato un metodo infallibile in grado di identificare le copie di video scaricati in modo illegale con un margine di errore inferiore all’1%. Il meccanismo dovrebbe essere basato su delle “fingerprint”, ossia delle tracce inserite nei file che si potrebbero poi confrontare in tempo reale con un enorme database in grado di verificare l’autenticità del file stesso.

La fingerprint sarebbe basata sulla variazione di luminosità tra i vari fotogrammi. E, per questo, sarebbe in grado di riconoscere anche la minima variazione all’originale (addirittura la cancellazione di un logo o di una qualsiasi scritta dovrebbe essere in grado di far scattare “l’allarme”. Come potrà essere impiegata una tecnologia simile ancora non è chiaro.

Come non sono chiare le reazioni che potrà avere la comunità di internet, da sempre in lotta per la libertà della rete. A nostro avviso, come al solito, e senza voler fare un torto a Nec, questa nuova tecnologia non cambierà assolutamente nulla.

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